Corripavia

Storia

Stampa PDF

La politica dei piccoli passi avanti premia. La dimostrazione è il costante successo della Corripavia, che ogni anno non solo aumenta il numero dei concorrenti, tra agonisti e non competitivi, ma incentiva anche i più forti, i runner di razza, a scendere in strada per stabilire nuovi primati. Philip Manym ha stabilito la scorsa edizione della gara il nuovo record della corsa e quest’anno, per la terza edizione, aspettiamoci un nuovo colpo di scena, anche perché c’è un premio per l’atleta che riuscirà a stabilire il nuovo primato della corsa.

Spettacolare è stata la partenza dell’edizione 2003, con i runner pronti a scattare avanti e i keniani a fare l’andatura, in questo modo prendendo in mezzo l’atleta del Burundi, che è poi è finito giù dal podio, al quarto posto. Certo al nuovo record hanno contribuito anche le condizioni atmosferiche, migliori di quelle dell’anno prima, ma il vincitore è riuscito ad abbassare il precedente primato di 25”, grazie ad una gara che ha avuto un inizio velocissimo (media 2’54” al km!) ed al rush finale.Il primo atleta italiano è stato Vincenzo Modica, sesto, mentre il primo pavese arrivato è stato Tommaso Vaccina.

Nell’edizione zero, disputata nel 2001, tanta gente si assiepò attorno all’allea di viale Matteotti, che venne ricompensata da una grande gara dei “soliti” keniani e vittoria del fortissimo Barnabas Rutto davanti a Moses Kemboi, mentre terzo arrivò Davide Maffei. Ottavo, ma con le piaghe ai piedi, si classificò quello che rimane ancora il primatista italiano dei 1500, cioè Genny Di Napoli. Quello fu un percorso di soli km 11,450, anteprima della gara vera e propria che si realizzò nel 2002. A vincere quella edizione fu il keniano Mitei Kipkurui, che in uno sprint seppe superare Eric Kiptoon. Il favorito era Moses Kemboi, che però venne tormentato da un malessere durante tutto l’arco della manifestazione e non riuscì a fare meglio di un pur onorevole quarto posto. Il primo degli atleti azzurri fu Ruggero Pertile, che lo scorso anno partecipò ai mondiali di maratona a Parigi. Il primo pavese fu Simone Busetto, del Cus Pavia, che giunse dodicesimo. Splendido fu il colpo d’occhio sugli ottocento partecipanti alla marathon. E alla fine giunsero anche i complimenti dei partecipanti, che misero in evidenza come fosse stato realizzato un percorso bellissimo all’interno della città, giustamente impegnativo nel finale, con un poco di salita, ed ottimamente segnalato.

E poiché ogni anno si vuole fare meglio, in questa edizione è stato deciso di innalzare il tempo massimo in cui si può correre: pensando anche a chi ama passeggiare da tre ore è stato passato a quattro ore. Non mancherà poi un pacco gara ancora più ricco del passato ed un ristoro finale da… leccarsi i baffi, curato da quello specialista che è Carlo Maestri del Fotostudio Garbi.

 
::